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lunedì 29 novembre 1999

Freud and Jung, magicians?










Freud e Jung, maghi?

Secondo le popolazioni antiche, il mondo
sarebbe popolato da spiriti benevoli e da
spiriti malevoli, ai quali veniva attribuita
la causa degli eventi naturali, e dei quali
si pensa che vivificano non soltanto gli
animali e le piante ma anche tutte le cose
inanimate che vivono nell'universo.
Naturalmente anche gli esseri umani,
dotati di anime capaci persino di lasciare
la propria dimora e migrare in altri corpi.

Freud, distingue fra magia e incantesimo,
in quanto l'incantesimo si risolve, solo
nell'arte di influire sugli spiriti,
placandoli, assoggettandoli, privandoli del
loro potere, invece la magia è caratterizzata
dal conoscere e far uso di strumenti particolari,
prescindendo dagli spiriti, il tutto per
assoggettare alla volontà dell'uomo sia i
fenomeni naturali, che quelli personali,
ponendosi così a difesa dell'individuo stesso,
contro i nemici e i pericoli e molto più
trasmettergli il potere di nuocere ai suoi
avversari.
Freud si rifà all'opera di Frazer-il ramo d'oro,
individuando così i principi fondamentali
dell'agire magico:il principio della similarità,
e quello della appartenenza.
In pratica se ci impadronissimo di una ciocca di
capelli, una foto... e si agisse su questi,si pensa
che le cose accadrebbero come se ci si fosse
impadronito della persona stessa.
Secondo il Frazer, bisogna fare distinzione fra
magia imitativa e magia contagiosa " ciò che viene
inteso come principio agente è non più la similarità
ma la connessione nello spazio, la contiguità, o
almeno la contiguità immaginata, il ricordo della sua
esistenza".
Secondo Freud, i desideri dell'uomo lo spingono ad
esercitare la magia, difatti l'uomo primitivo ha
una straordinaria fiducia nel potere dei suoi desideri.
Tutto quanto realizza per via magica deve realizzarsi
solo perchè egli lo vuole.

Secondo Jung, magia alchimia ,inconscio personale
e sogno
sono manifestazioni diverse di un medesimo
complesso psichico, che ruota intorno ad alcuni
simboli fondamentali, che non sono state inventate
da questa o quella figura, da questo o quel popolo.
Ma vengono ritrovate da tutti e pronti all'uso
come simboli archetipici.
Jung molto legato al pensiero di Paracelso, si è
così trovato in sintonia con lo studioso, riguardo
il concetto di magia e alchimia.
La magia e l'alchimia sono pratiche utili per
portare a galla ed a termine ciò che la natura
ha lasciato incompiuto.

Per Jung oltre all'inconscio personale, già
teorizzato da Freud, nell'uomo dimori uno strato
ancora più profondo, innato, che si perde nella
notte dei tempi, che può essere definito
inconscio collettivo.
Una specie di substrato che è come una biblioteca
universale e su cui chiunque può attingere in
qualunque momento.
Ecco perchè sia le dottrine primitive quanto il
mito e la favola, siano da intendersi come
contenuti inconsci che si sono trasformati grazie
ad una presa di coscienza personale e pronti per
essere percepiti.

In sostanza, vi porto un esempio personale,
accadutomi tanto tempo fa,e spero che questo
possa farvi capire facilmente quello che
secondo me voleva dire il pensiero Junghiano.

" Era il periodo in cui muovevo i primi passi
dopo aver incontrato colui che che poi sarebbe
diventato il mio maestro...Attraverso le mie
trasmissioni radiofoniche venivo a conoscenza
di molte situazioni, sfortunate, strane,
misteriose che capitavano alle persone che mi
chiamavano in radio per parlarmi.
Presi inconsciamente da quel giorno la decisione
di recarmi assieme ad un mio amico studioso di
astrologia a casa di queste persone per verificare
di persona sia parlando che percependo se quanto
raccontatomi prima corrispendesse a verità.
Giorni prima una amica, attratta dagli arcani
maggiori dei tarocchi, ne comprò un tipo e me
ne fece dono .
La notte prima di recarmi da queste persone,
di cui già conoscevo il nome e la data, volli
interrogare i 22 arcani ripetendo mentalmente
il nome e la data della persona.
Presi a scrivere quello che in quel momento
le figure dei tarocchi mi trasmettevano, sui
diversi aspetti della vita dela persona che
avrei incontrata l'indomani.
Grande fu la sorpresa nel constatare che quanto
da me scritto la sera prima corrispondesse
esattamente a quanto raccontatomi dalla signora.
Nei giorni successivi fu Urano che mi venne
in aiuto nel modo in cui è solito agire,con
un flash rapidissimo mentre avevo tra le mani
in libreria i libri di Jung, sincronicità e
archetipi dell'inconscio collettivo".

Insomma basta collegarsi... al serbatoio
universale e le risposte fluiranno da sè.

Insciallah
Davide

reincarnazione e memoria inconscia collettiva , ultima parte











Non so quanti di voi, avranno visto
a destra dei blogs, 3 brani, ai quali
sono molto legato.
Spero che essi possano accompagnarvi
alla lettura, almeno su blogger.com
e repubblica.it di kataweb, considerando
che Libero non lo permette( sic.)







Dopo aver trattato l'argomento della
reincarnazione nel precedente post,
cercherò adesso di mettere in chiaro
il concetto di memoria inconscia,
familiare( psicogenealogia) e collettiva(
inconscio collettivo, archetipi e miti),con
quelli che sono le risultanze delle
mie ricerche in campo psicogenealogico-
astrologico.

La psicologia di Jung è sicuramente in
anticipo di alcuni secoli.E' in anticipo una
" metapsicologia".Lo svizzero, non ha
trascurato proprio nulla per espandere
l'essere umano verso la sua realtà cosmica.
Ha cercato e studiato in tutti i campi: alchimia,
metafisica orientale,esoterismo, occultismo e
misticismo.Devo dire che ha avuto davvero la
rara forza di non aver paura del ridicolo.
Pensate un pò , addirittura gli hanno dato del
"mistico" , il che nel nostro mondo attuale sembra
suonare come un insulto.

Forse sarebbe il caso se ciascuno di noi si
domandasse veramente se in fondo in fondo
non si senta un mistico che ignora di esserlo,
specie quando cadono maschere e montature, e
quando vanno via le paure dell'inefficienza, le
corse ai rendimenti ed i comportamenti paranoici e
separati.
E chi non è mistico, non appena si pensa al destino,
all'insieme della vita e della morte?

Cito testualmente le parole di Jung:

"L'immenso aumento dell'interesse per la psicologia
nel mondo intero mostra che la coscienza vuole
ritirarsi dalle realtà materiali per volgersi verso quelle
interiori soggettive.La concezione puramente
meccanicistica cede progressivamente il posto a
concezioni spiritualiste dell'uomo, alla relazione che
ha con se stesso, con gli altri e con l'universo".

Quando si parla di un inconscio collettivo, alcuni
si stupiscono,almeno inizialmente dei fatti, poi entrano
in uso frequentemente e divengono concetti familiari.
Originariamente il concetto di inconscio si limitò ad
indicare quelle situazioni ricche di contenuti rimossi
o dimenticati, e deve ad essi soli il suo significato
pratico.
Per Freud l'inconscio, benchè almeno come metafora,
compaia già come soggetto attivo, in sostanza non è
altro che il punto ove convergono quei contenuti
rimossi o dimenticati.
Di conseguenza, secondo questo modo di vedere,
esso è esclusivamente di natura personale, benchè
ad onor del vero anche Freud, ne riconobbe
l'orientamento di pensiero arcaico-mitologico.

Un certo strato per così dire superficiale dell'inconscio
è senza dubbio personale e per questo viene chiamato
" inconscio personale".
E proprio qui che interviene Jung, asserendo che
esso poggia però sopra uno strato più profondo che
non deriva da esperienze e acquisizioni personali e
che risulta, " innato".Questo strato più profondo prende
il nome di " inconscio collettivo " universale aggiunge il
sottoscritto.
Jung scelse l'espressione " collettivo" perchè questo
inconscio non è di natura individuale, ma collettiva
e cioè, al contrario della psiche personale, ha contenuti e
comportamenti che sono gli stessi dappertutto e
per tutti gli individui.

In pratica, esso è identico per tutti gli uomini e costituisce
un substrato psichico comune di natura sovrapersonale
presente in ognuno di noi.
Mentre per Freud, i contenuti dell'inconscio personale
sono principalmente i cosiddetti complessi a tonalità
affettiva e che costituiscono l'intimità personale della vita
psichica, quelli dell'inconscio collettivo universale
sono chiamati " archetipi".
Essi possiamo definirli come contenuti, di tipi arcaici
o primigeni( primordiali).
Altra ben nota espressione degli archetipi sono
il mito e la favola.

Nelle civiltà primitive il mito adempie ad una funzione
indispensabile: esprime, rafforza e codifica le credenze;
salvaguarda i principi morali e li impone; garantisce
l'efficacia dele cerimonie rituali e offre regole pratiche
ad uso dell'uomo.
Il mito è dunque un elemento essenziale della civiltà
umana, possiamo considerarlo una realtà vivente,
a cui si fa ricorso sempre.
I miti riferiscono non solamente l'origine del mondo,
degli animali, delle piante e dell'uomo, ma anche tutti
gli avvenimenti primordiali in seguito ai quali l'uomo
è diventato ciò che è oggi, cioè un essere mortale.
Il mondo esiste, l'uomo esiste, perchè degli " esseri
soprannaturali" hanno svolto una attività creatrice
all'origine.L'uomo come è oggi è il risultato diretto di
questi avvenimenti mitici, ciò significa, che è stato
costituito da questi avvenimenti.


Per quanto riguarda invece i rapporti fra il vissuto
simbolico-astrologico e la psicogenealogia, vi
rimando all'articolo di febbraio 2007
sull' astrologia psicogenealogica

La nostra data ed ora di nascita è molto significativa nella storia familiare ed anche molto importante per la lettura astrologica; sintetizza l'eredità che riceviamo e le possibilità che la storia familiare si ripeta.
Ecco perchè l'albero genealogico può essere considerato come una bella macchina divinatoria, tanto quanto l'astrologia. Davanti alle difficoltà o crocevie della vita può essere interrogato.
I miei studi sugli archetipi e simboli astrologici e le investigazioni di questi ultimi anni e l'esame astrologico delle figure simboliche planetarie rappresenta nel suo aspetto più profondo la memoria del nostro albero genealogico,l'impronta e l'eredità del nostro passato e futuro? Questa teoria va oltre l'aspetto genetico per abbracciare "la trasmissione" attraverso varie generazioni della nostra identità psichica, emozionale e spirituale.
La psicogenealogia astrologica archetipica interpreta tutti i punti di un quadrato astrologico alla luce dell'eredità transgenerazionale, come se le situazioni marcate dalle posizioni planetarie fossero successe già nella storia familiare prima che nascessimo; e questo è completamente certo e giustamente dà maggiore credibilità alla lettura astrologica rappresentando così il nostro potenziale futuro.
Logicamente la nostra lettura astrale ci aiuta a svelare segreti, a rompere silenzi familiari, ecco perchè può diventare una indagine di gran valore terapeutico, se sarà usata adeguatamente.



Questa disciplina studia proprio la saga familiare trasmessa
inconsciamente di generazione in generazione, al
fine di individuarne le influenze sull’individuo e comprendere
ciò che lo ha "programmato".
Secondo questa disciplina, una trasmissione di sentimenti,
comportamenti e "memorie" può perpetuarsi da una
generazione all’altra. Sembra che l’inconscio tenga tutto in
memoria, specie i lutti e i traumi non superati (ma anche gli
avvenimenti piacevoli); questa memoria si trasmetterebbe e
spingerebbe un individuo a riprodurre le situazioni vissute
dai suoi antenati. Dunque, in un’ottica transgenerazionale,
le paure che assillano un individuo potrebbero essere quelle
di un genitore o di un avo; le sue "ferite" potrebbero avere
origine nell’inconscio di chi lo ha concepito, dei nonni, o
potrebbero addirittura rimontare a diversi secoli prima…


La trasmissione della memoria può manifestarsi dunque a
diversi livelli e nelle forme più svariate.
“Una cosa affascinante dell’albero genealogico
a tal proposito è che si possa essere
posseduti da immagini, che in realtà appartengono a
persone della nostra famiglia".

Ma tutto questo potrà in un futuro recente spiegare certe
teorie legate al concetto di karma e reincarnazione?
Come è stato da me evidenziato già circa
due mesi fa, con l'articolo succitato, nacque tempo
addietro in maniera molta spontanea e intuitiva, l'idea che
forse il vissuto che solitamente diversi individui
collegano al concetto di reincarnazione, possa
trattarsi invece, di una sorta di " collegamento" che
ognuno di noi in particolari momenti della propria vita
effettua inconsciamente, oniricamente o inducendoli
attraverso tecniche di regressione o con dei simboli
(ching, tarocchi, mandala), con il serbatoio
universale collettivo, passando ovviamente dalla
memoria inconscia familiare.
In pratica, chi mi dice che un " fatto",un episodio,
un evento, un qualcosa di traumatico psichico e/o fisico,
che noi da subito individuiamo come " reincarnativo",
non faccia parte del corredo familiare del nostro
inconscio generazionale, risalente anche a secoli prima?

Mi sono permesso, in maniera oggettiva, di esaminare
quanto da me supposto, visionando,il quadro natale-simbolico
oroscopico, arrivando a scoprire non solo comportamenti
non ascrivibili al mio stato odierno, ma nemmeno di generazioni
risalenti almeno ai miei bisnonni.
A questo punto, il simbolo archetipico, planetario a me rivolto,
mi ha svelato, con le intercessioni delle domificazioni,associate
alle nature dei pianeti " lenti", indicazioni, risposte che ad oggi
sconoscevo.
Nel mio caso, il quadrato del Rutilio, evidenzia una
forte polarità orientata verso il servizio degli altri( Virginia),
e la compassione per le loro sofferenze(Pisces).
Evidentemente, uno dei miei avi(da parte materna),
che tanto male aveva fatto, ha lasciato una lunga scia di
dolore, che le generazioni successive dovranno
regolare, spezzando così la " ripetizione" permanante.
In sostanza, bisognerà dedicarsi tanto e
interamente al servizio delle miserie.

Di sicuro era un guaritore( Virginia), e un mistico( Pisces),
considerando la collocazione scorpionica di Nettuno, nella
casa occulta.
Posso dire che queste posizioni indicano sempre un
individuo con poteri di terapeuta e probabilmente un religioso.
Parliamo di un medico e/o monaco, che aveva
usato questi doni solo per scopi egoistici.
Ricordate: i simboli planetari propri, a seconda della loro
collocazione alla nascita( tema natale), nei decani di
appartenenza, rivelano e orientano( sempre,secondo il
sottoscritto), verso l'individuazione genealogica passata.

In sintesi, grazie ad essi, possiamo andando a ritroso,
rintracciare nel nostro albero genealogico, la " ripetizione"
di cui a suo tempo,prima parlò Freud e dopo Jung con
l' inconscio collettivo universale.
Questa è la strada che sto percorrendo, aiutato e supportato
in modo consistente e costante dai " Signori del tempo" che
non mi fanno mancare mai la loro" presenza".

Con affetto, empatia e tanto sonno....
Davide

Inconscio e superinconscio in Freud, Jung e Yogananda
















AVVISO AI LETTORI:

E' risaputo cosa rappresenti un weblog: un diario
personale, un insieme di idee
e pensieri, che
sempre tali rimangono,
ma rappresentano anche
una porta...
come scrissi nel 2006 e che oggi
ribadisco
nuovamente, una porta che permette più
 o meno pericolosamente di interagire
fra chi scrive
e propone e chi legge.

Considerate i miei scritti alla stessa stregua di un
buon saggio.... e niente più.
Il resto dovrete essere
voi a scriverlo,
nella vostra vita di ogni giorno.

 Il sottoscritto può solo esprimere i suoi punti di
vista e provocare curiosità e
interrogativi e nient'altro.
Quindi, come siete soliti fare con un buon libro....
leggetemi pure ,se volete.
I miei articoli non hanno
nessuna
prerogativa professionale e anzi vi esorto
sempre e da tanto tempo, di rivolgervi alle
strutture
professionali preposte, nel
caso in cui vorreste
approfondire in modo
pratico certe tematiche e/o
avreste bisogno
di aiuti e di sostegni psicologici.
Grazie

Inconscio e superconscio in Freud, Jung e Yogananda.


"Da quando le stelle sono cadute
dal cielo ed i nostri simboli
più
alti sono impalliditi, domina nell'inconscio una vita segreta.
"Nella nostra vita segreta, gli archetipi, non sono affatto dei
pericoli immaginari, ma bensì rappresentano dei rischi
effettivi,
dai quali può in certi casi dipendere un destino.
Il pericolo maggiore è quello di
soccombere al fascinante
influsso
degli archetipi, pericolo specialmente concreto
se non rendiamo coscienti
a noi stessi le immagini archetipiche"

Quando si verifica il caso di una esperienza contraria con il tipo di
personalità propria, in quel
caso l'idea e/o il sentimento in questione
sprofondano nell'inconscio
e vengono dimenticati..
Questo nei primi anni '60 veniva
chiamato " refoulement".
Le esperienze non gradite quindi e/o traumatiche vengono rimosse
in quanto
urtano contro un sistema di barriere o di censure posto fra
l'inconscio
e il preconscio. Come è oramai risaputo, tali contenuti rimossi
dalla nostra coscienza, vengono quindi dimenticati, ma fate attenzione
poichè essi conservano intatto il loro dinamismo, non rassegnandosi
dunque all'inerzia ed in tutti i modi cercheranno di emergere e fare
sentire la loro forza e presenza.
Come?
Semplice
: complice un sogno, un ricordo,
una forte emozione,
 simboli, passaggi
planetari , un suono, una parola,etcc..
A guardia della nostra integrità psichica, esiste un meccanismo
di autodifesa uni
versale che è proprio della notte dei tempi:
Ed è chiamato
" Il guardiano della soglia".

Incorruttibile e sempre pronto a
respingere compromessi e
allettamenti.
In questi casi, ai complessi o contenuti psichici,
non resta altro che tentare
strade alternative, altri sfoghi, abili
scappatoie però pericolose.

Cosa potrebbe capitarci di dannoso?


Provando ad aggirare gli ostacoli della censura o dei "guardiani",
quasi sempre essi finiranno per provocare danni e disastri più
o meno gravi, come i sintomi nevrotici e malattie psichiche.

 Cosa vuol dire questo?
Forse che,l'essere in presenza di nevrosi e di comportamenti
anormali,significa che il contenuto psichico avrà imbroccato
una direzione sbagliata e sia in uno stato di pericolosa agitazione?

Non sempre, a suo tempo, fu proprio Freud a dover precisare
che non tutte le
manifestazioni dell'inconscio debbano essere
sempre di natura morbosa.
Rientrano, in questo dinamismo
dell'inconscio,
i sogni, i lapsus e simili...
Parlando di spiegazioni, intendiamo affermare
che realmente
bisogna decifrare i messaggi che
provengono dall'inconscio,
perchè anche questi
contenuti considerati normali, urteranno,
cozzeranno con le solite barriere, che costringeranno loro a
camuffarsi in mille modi
pur di aggirarle e raggiungere il livello
cosciente.
Questo è proprio il caso dei simboli, i quali senz'altro
rappresentano la forma più arcaica di
espressione psichica esistente
nei tempi passati,
addirittura già nei primitivi.
Ma i contenuti rimossi nell'ambito dell' esistenza individuale e collettiva
, non esauriscono la straordinaria ricchezza dell'inconscio.
Ecco perchè accanto al vero inconscio individuale, dobbiamo
immaginarci un'altra " sfera" sicuramente più vasta e difficile da esplorare.

" Le esperienze degli altri che ci hanno preceduti, non sono per noi un messaggio morto o un tesoro inutile. (Credetemi,e vi darò prove in abbondanza quando comincerò a spiegare più approfon- ditamente i casi di transgenerazionale e di psicogenealogia astrologica mediante l'uso dei simboli astrologici).Una gran parte di queste ricchezze si riflette nella nostra psiche, aumentando nel bene e nel male le nostre possibilità di adattamento ( karma, reincarnazione, inconscio collettivo e psicogenealogia). Ogni individuo quindi partecipa con una sua quota parte alla formazione di " anime collettive" universali e cioè a quelle delle sue origini( familiari, razza, classe e nazione).


E' possibile azzardare adesso un piccolo
schema dell'inconscio e
del suo dinamismo
collegandolo in parallelo( reminescenze
tecnico
professionali) al pensiero indiano ( Yogananda)?

Secondo la scuola freudiana e junghiana, esisterebbe una zona
del nostro cervello che seguirebbe il confine fra l'organismo fisico e
quello psichico, perchè altrimenti non sapremmo spiegare l'influenza
che eser- cita un contenuto psichico su alcune funzioni organiche.
In pratica, se un sentimento, una emozione rimossa, può generare
un disturbo fisico ( a volte un dispiacere amoroso può risolversi
anche in un.....foruncolo), allora vorrà dire che sarà necessario
considerare l'inconscio come un ponte fra le due realtà.
Inoltre bisognerà accostare sempre gli " istinti" ai problemi dell'inconscio,
poichè entrambi sono situati in quella zona misteriosa che separa appunto
 l'organismo dalla psiche.

Il pensiero orientale e indiano in questa sede, dice così:

"In accordo con la specifica natura dell'individuo e quindi del suo temperamento( facilmente deter- minabile attraverso lo studio dei segni astrologici personali e altro..) possiamo, una volta appurato a quale tipo appartiene, operare metodi di autoguari- gione o di guarigioni con l'ausilio di simboli e affermazioni di preghiere. In sostanza, nella vita potremmo trovarci di fronte a dei soggetti ricchi di immaginazione, oppure a dei tipi intellettuali, che possono essere: ambiziosi, e motivati,volitivi e combattivi e quindi cercare il modo più adatto per rapportarsi con costoro e cercare di aiutarli secondo la loro reale natura".

Si potrà fare leva sull'immaginazione, sul
ragionamento,
sulla fede, sulla sensibilità o
sull'impegno attivo.
Per esempio: una persona che appartiene al tipo intellettuale,
 non trarrà beneficio e vantaggio alcuno da un metodo di
guarigione basato sulla suggestione. Ma di sicuro sarà i
nfluenzato da una discussione di tipo metafisico e che metta
in luce l'influenza che lo stato di coscienza esercita sull'organismo.
Tale persona deve poter capire i vari motivi e le cause dell'attività
mentale.Nel caso in cui si rendesse conto che possono, diciamo,
 prodursi delle vesciche per mezzo dell'ipnosi, potrebbe
analogamente comprendere il potere della mente per la cura di
diversi mali.

" Se infatti la mente può influire negativamente sulla
salute,
essa deve anche poter procurare la buona
salute".

 E' l'energia mentale che ha sviluppato le varie parti del corpo ed
è ancora la mente che dirige la fabbrica delle cellule fisiche e che
 può infondere loro nuova vita. Nell' uomo in cui predomina fortemente
 la volontà, l'autosuggestione non può nulla.
Delle sue malattie egli potrà essere curato solo con metodi di
" insegnamento- recitativi" e con delle specifiche preghiere-affermazioni
che stimolino la sua volontà, piuttosto che attraverso la sua immaginazione.
L'autosuggestione è invece utile a quelle persone che sono di temperamento
prevalentemente emotivo.

" Lo status temperamentale è facilmente ricavabile.... basta sapere quali sono i simboli astrologici e arcaici, che fanno riferimento a quella specifica data di nascita, andando a cercarli nel tema natale di ognuno", non dimenticando e abbinando come riferimento il criterio junghiano( a cui lo scrivente fa riferimento), che a partire dall'atteggiamento( introversione e estroversione), giunge a fondersi combinandosi con la funzione dominante: pensiero, sentimento,sensazione e intuizione. Ricordandosi che il tipo estroverso per lo più si orienta in base a dei dati oggettivi, mentre l'introverso, in base alla risonanza soggettiva che gli stessi dati producono al suo interno.

Concludendo, vi lascio un personalissimo promemoria su cui, permettetemi di
consigliarvi, potrete orientare la vostra riflessione:
a) Quando utilizzate le preghiere-affermazioni, fatelo solo
dopo aver effettivamente
capito e individuato l'atteggia-
mento mentale di chi vi sta di fronte o di chi volete
aiutare,
anche se non presente.

b) Le preghiere-affermazioni che fanno leva sulla volontà,
devono sempre essere
 accompagnate da una ferma
risoluzione.

c) Quelle che invece fanno leva sul sentimento, vanno
sempre espresse
con amore e devozione.


d) Quelle che fanno leva sulla ragione, devono poggiare
sulla comprensione
esatta.


e) Scegliete la preghiera-affermazione adatta al tempera
mento del paziente,
 amico, amato od estraneo, cercando
di essere certo del suo temperamento
ed aiutarlo a secon
da se in lui predomina la fantasia, l'emotività o il
ragiona
mento.

f) Altrettanto importanti sono la perseveranza e la ripetizione prolungata,
alimentando così le suddette afferma
zioni con pensieri di amore, fede,
devozione e volontà.
Non preoccupatevi mai dei risultati.... abbiate fede
che
loro seguiranno sempre ed in modo naturale.

Con affetto
Davide Costa

Inconscio e superinconscio in Freud, Jung e Yogananda
















AVVISO AI LETTORI:

E' risaputo cosa rappresenti un weblog: un diario
personale, un insieme di idee
e pensieri, che
sempre tali rimangono,
ma rappresentano anche
una porta...
come scrissi nel 2006 e che oggi
ribadisco
nuovamente, una porta che permette più
 o meno pericolosamente di interagire
fra chi scrive
e propone e chi legge.

Considerate i miei scritti alla stessa stregua di un
buon saggio.... e niente più.
Il resto dovrete essere
voi a scriverlo,
nella vostra vita di ogni giorno.

 Il sottoscritto può solo esprimere i suoi punti di
vista e provocare curiosità e
interrogativi e nient'altro.
Quindi, come siete soliti fare con un buon libro....
leggetemi pure ,se volete.
I miei articoli non hanno
nessuna
prerogativa professionale e anzi vi esorto
sempre e da tanto tempo, di rivolgervi alle
strutture
professionali preposte, nel
caso in cui vorreste
approfondire in modo
pratico certe tematiche e/o
avreste bisogno
di aiuti e di sostegni psicologici.
Grazie

Inconscio e superconscio in Freud, Jung e Yogananda.


"Da quando le stelle sono cadute
dal cielo ed i nostri simboli
più
alti sono impalliditi, domina nell'inconscio una vita segreta.
"Nella nostra vita segreta, gli archetipi, non sono affatto dei
pericoli immaginari, ma bensì rappresentano dei rischi
effettivi,
dai quali può in certi casi dipendere un destino.
Il pericolo maggiore è quello di
soccombere al fascinante
influsso
degli archetipi, pericolo specialmente concreto
se non rendiamo coscienti
a noi stessi le immagini archetipiche"

Quando si verifica il caso di una esperienza contraria con il tipo di
personalità propria, in quel
caso l'idea e/o il sentimento in questione
sprofondano nell'inconscio
e vengono dimenticati..
Questo nei primi anni '60 veniva
chiamato " refoulement".
Le esperienze non gradite quindi e/o traumatiche vengono rimosse
in quanto
urtano contro un sistema di barriere o di censure posto fra
l'inconscio
e il preconscio. Come è oramai risaputo, tali contenuti rimossi
dalla nostra coscienza, vengono quindi dimenticati, ma fate attenzione
poichè essi conservano intatto il loro dinamismo, non rassegnandosi
dunque all'inerzia ed in tutti i modi cercheranno di emergere e fare
sentire la loro forza e presenza.
Come?
Semplice
: complice un sogno, un ricordo,
una forte emozione,
 simboli, passaggi
planetari , un suono, una parola,etcc..
A guardia della nostra integrità psichica, esiste un meccanismo
di autodifesa uni
versale che è proprio della notte dei tempi:
Ed è chiamato
" Il guardiano della soglia".

Incorruttibile e sempre pronto a
respingere compromessi e
allettamenti.
In questi casi, ai complessi o contenuti psichici,
non resta altro che tentare
strade alternative, altri sfoghi, abili
scappatoie però pericolose.

Cosa potrebbe capitarci di dannoso?


Provando ad aggirare gli ostacoli della censura o dei "guardiani",
quasi sempre essi finiranno per provocare danni e disastri più
o meno gravi, come i sintomi nevrotici e malattie psichiche.

 Cosa vuol dire questo?
Forse che,l'essere in presenza di nevrosi e di comportamenti
anormali,significa che il contenuto psichico avrà imbroccato
una direzione sbagliata e sia in uno stato di pericolosa agitazione?

Non sempre, a suo tempo, fu proprio Freud a dover precisare
che non tutte le
manifestazioni dell'inconscio debbano essere
sempre di natura morbosa.
Rientrano, in questo dinamismo
dell'inconscio,
i sogni, i lapsus e simili...
Parlando di spiegazioni, intendiamo affermare
che realmente
bisogna decifrare i messaggi che
provengono dall'inconscio,
perchè anche questi
contenuti considerati normali, urteranno,
cozzeranno con le solite barriere, che costringeranno loro a
camuffarsi in mille modi
pur di aggirarle e raggiungere il livello
cosciente.
Questo è proprio il caso dei simboli, i quali senz'altro
rappresentano la forma più arcaica di
espressione psichica esistente
nei tempi passati,
addirittura già nei primitivi.
Ma i contenuti rimossi nell'ambito dell' esistenza individuale e collettiva
, non esauriscono la straordinaria ricchezza dell'inconscio.
Ecco perchè accanto al vero inconscio individuale, dobbiamo
immaginarci un'altra " sfera" sicuramente più vasta e difficile da esplorare.

" Le esperienze degli altri che ci hanno preceduti, non sono per noi un messaggio morto o un tesoro inutile. (Credetemi,e vi darò prove in abbondanza quando comincerò a spiegare più approfon- ditamente i casi di transgenerazionale e di psicogenealogia astrologica mediante l'uso dei simboli astrologici).Una gran parte di queste ricchezze si riflette nella nostra psiche, aumentando nel bene e nel male le nostre possibilità di adattamento ( karma, reincarnazione, inconscio collettivo e psicogenealogia). Ogni individuo quindi partecipa con una sua quota parte alla formazione di " anime collettive" universali e cioè a quelle delle sue origini( familiari, razza, classe e nazione).


E' possibile azzardare adesso un piccolo
schema dell'inconscio e
del suo dinamismo
collegandolo in parallelo( reminescenze
tecnico
professionali) al pensiero indiano ( Yogananda)?

Secondo la scuola freudiana e junghiana, esisterebbe una zona
del nostro cervello che seguirebbe il confine fra l'organismo fisico e
quello psichico, perchè altrimenti non sapremmo spiegare l'influenza
che eser- cita un contenuto psichico su alcune funzioni organiche.
In pratica, se un sentimento, una emozione rimossa, può generare
un disturbo fisico ( a volte un dispiacere amoroso può risolversi
anche in un.....foruncolo), allora vorrà dire che sarà necessario
considerare l'inconscio come un ponte fra le due realtà.
Inoltre bisognerà accostare sempre gli " istinti" ai problemi dell'inconscio,
poichè entrambi sono situati in quella zona misteriosa che separa appunto
 l'organismo dalla psiche.

Il pensiero orientale e indiano in questa sede, dice così:

"In accordo con la specifica natura dell'individuo e quindi del suo temperamento( facilmente deter- minabile attraverso lo studio dei segni astrologici personali e altro..) possiamo, una volta appurato a quale tipo appartiene, operare metodi di autoguari- gione o di guarigioni con l'ausilio di simboli e affermazioni di preghiere. In sostanza, nella vita potremmo trovarci di fronte a dei soggetti ricchi di immaginazione, oppure a dei tipi intellettuali, che possono essere: ambiziosi, e motivati,volitivi e combattivi e quindi cercare il modo più adatto per rapportarsi con costoro e cercare di aiutarli secondo la loro reale natura".

Si potrà fare leva sull'immaginazione, sul
ragionamento,
sulla fede, sulla sensibilità o
sull'impegno attivo.
Per esempio: una persona che appartiene al tipo intellettuale,
 non trarrà beneficio e vantaggio alcuno da un metodo di
guarigione basato sulla suggestione. Ma di sicuro sarà i
nfluenzato da una discussione di tipo metafisico e che metta
in luce l'influenza che lo stato di coscienza esercita sull'organismo.
Tale persona deve poter capire i vari motivi e le cause dell'attività
mentale.Nel caso in cui si rendesse conto che possono, diciamo,
 prodursi delle vesciche per mezzo dell'ipnosi, potrebbe
analogamente comprendere il potere della mente per la cura di
diversi mali.

" Se infatti la mente può influire negativamente sulla
salute,
essa deve anche poter procurare la buona
salute".

 E' l'energia mentale che ha sviluppato le varie parti del corpo ed
è ancora la mente che dirige la fabbrica delle cellule fisiche e che
 può infondere loro nuova vita. Nell' uomo in cui predomina fortemente
 la volontà, l'autosuggestione non può nulla.
Delle sue malattie egli potrà essere curato solo con metodi di
" insegnamento- recitativi" e con delle specifiche preghiere-affermazioni
che stimolino la sua volontà, piuttosto che attraverso la sua immaginazione.
L'autosuggestione è invece utile a quelle persone che sono di temperamento
prevalentemente emotivo.

" Lo status temperamentale è facilmente ricavabile.... basta sapere quali sono i simboli astrologici e arcaici, che fanno riferimento a quella specifica data di nascita, andando a cercarli nel tema natale di ognuno", non dimenticando e abbinando come riferimento il criterio junghiano( a cui lo scrivente fa riferimento), che a partire dall'atteggiamento( introversione e estroversione), giunge a fondersi combinandosi con la funzione dominante: pensiero, sentimento,sensazione e intuizione. Ricordandosi che il tipo estroverso per lo più si orienta in base a dei dati oggettivi, mentre l'introverso, in base alla risonanza soggettiva che gli stessi dati producono al suo interno.

Concludendo, vi lascio un personalissimo promemoria su cui, permettetemi di
consigliarvi, potrete orientare la vostra riflessione:
a) Quando utilizzate le preghiere-affermazioni, fatelo solo
dopo aver effettivamente
capito e individuato l'atteggia-
mento mentale di chi vi sta di fronte o di chi volete
aiutare,
anche se non presente.

b) Le preghiere-affermazioni che fanno leva sulla volontà,
devono sempre essere
 accompagnate da una ferma
risoluzione.

c) Quelle che invece fanno leva sul sentimento, vanno
sempre espresse
con amore e devozione.


d) Quelle che fanno leva sulla ragione, devono poggiare
sulla comprensione
esatta.


e) Scegliete la preghiera-affermazione adatta al tempera
mento del paziente,
 amico, amato od estraneo, cercando
di essere certo del suo temperamento
ed aiutarlo a secon
da se in lui predomina la fantasia, l'emotività o il
ragiona
mento.

f) Altrettanto importanti sono la perseveranza e la ripetizione prolungata,
alimentando così le suddette afferma
zioni con pensieri di amore, fede,
devozione e volontà.
Non preoccupatevi mai dei risultati.... abbiate fede
che
loro seguiranno sempre ed in modo naturale.

Con affetto
Davide Costa