Sono consapevole che ci sono diverse lettrici di
Jungometro, sicuramente più adatte a scrivere
articoli su queste tematiche.
Vedi Cinzia( la curandera) e Rita (il percorso interiore).
Ma, è sempre stata una mia peculiarità, il mettere in
rete post, che per un qualche motivo, mi " smuovono"
in taluni momenti della mia vita.
Il cuore è associato alla disponibilità a dare ed a darsi.
Nello yoga, e nel sistema dei chakra, su cui si fonda
tale disciplina, amore e cuore hanno una precisa
collocazione di interdipendenza.
Amore e cuore si trovano nel quarto chakra.
I chakra, sono dei centri di energia, distribuiti lungo
tutta la nostra colonna vertebrale.
I primi sei corrispondono ai plessi della fisiologia
occidentale e dal loro corretto funzionamento
dipendono la nostra salute e benessere.
Il settimo invece, apre alla continuità, fra il macrocosmo
e il microcosmo.I chakra quindi ci assicurano la giusta
funzionalità biologica ed il nostro conseguente corretto
agire a livello psichico.Una buona pratica yoga aumenta
la consapevolezza di sè ed in particolare amplifica la
capacità di percepirsi come entità autonoma e ben
definita.
Yoga, termine sanscrito, significa: riunire ciò che si
presenta diviso, ed il suo obiettivo finale è proprio quello
di riunire, fondere, materia e spirito, partendo dalle fratture
che sperimentiamo nel quotidiano.
Ad esempio:
fra mente e corpo, terra e cielo, sacro e profano,
vita e morte e immanente e trascendente.
Significa porsi e far parte di un equilibrio armonico e
naturale, come il movimento lunisolare e come suggerisce
l'immagine del TAO, che riunisce in sè le due polarità
cosmiche: Yin e Yang.
Il quarto chakra o Anahata( chakra del cuore), allude sia
al battito cardiaco dell'alternarsi della dimensione
individuale quanto alla vibrazione primaria, l'AUM o OM.
Tralasciando ai più competenti del sottoscritto, la funzione
fisiologica che presiede questo chakra.... quello che
più mi piace evidenziare è la sua correlazione, il suo
legame evidente di attuazione nei rapporti interpersonali,
mi riferisco in particolare alla capacità individuale innata
di " donare" senza nessuna attesa di reciprocità.
In pratica, non è questa la sostanza dell'amore?
In particolare, quel tipo di amore, inteso come presa in
carico del bisogno altrui, senza nulla aspettarsi in cambio!
Abbiamo visto che amare significa anzitutto accogliere
i bisogni dell'altro, proprio come fa il cuore anche dal punto
di vista fisiologico.
Mi sarebbe piaciuto approfondire oltre all'amore "altruistico",
anche quello definito "egoistico", dove la dialettica
aggressività-tenerezza è sempre molto forte.
Chissà se in un prossimo futuro, ispirato, non possa
scrivere il mio personale pensiero al riguardo.
Il mio aver voluto scrivere questo articolo sul quarto chakra
e sullo yoga è scaturito, sempre da motivazioni e spunti che
possano permettermi/ci di relazionarci con l'altro sesso con
differenti modalità.
Ebbene in questo caso, sappiamo bene che noi possiamo
gestire i nostri rapporti interpersonali facendo uso sia di
una componente aggressiva quanto di un'altra , intrisa di
forte tenerezza.
Ovviamente,possono esistere e coesistere entrambe queste
strategie comportamentali.
Ricordiamoci solo che se per motivi specifici dovessimo
scegliere la modalità aggressiva, beh allora in quel caso
non parleremmo più di quarto chakra ma bensì del terzo
( chakra del potere).
Oggi, non è certo facile risolvere i continui problemi di
relazione in cui siamo coinvolti, questo perchè i rapporti
sociali sono sempre più fitti ma superficiali e la tentazione
a risolverli grazie alla aggressività è molto forte.
" Stai seduto in riva al fiume e aspetta che passi il
cadavere del tuo nemico".
Chi non conosce questa massima filosofica cinese, che
racchiude in se l'atteggiamento passivo-fatalistico dell'oriente.
Proprio da questo motto, varrebbe la pena di chiedersi, fino
a che punto siamo davvero in grado di condizionare gli
eventi che attraversano la nostra vita, e se forse non sia
giunto il momento, di ridimensionare la tendenza diffusa a
voler determinare tutto e tutti.
Abbandoniamo questo delirio di onnipotenza che tende
a convincerci sempre di più che possiamo definire dall'inizio
alla fine il corso delle nostre azioni.
Mi sorge spontanea una domanda:
Non può essere invece che gli accadimenti rispondano ad
una " logica" e seguono un andamento, che forse, dico forse,
solo in minima parte riusciamo a influenzare e determinare
con la nostra volontà?
Insciallah
Davide Costa
lunedì 29 novembre 1999
Anahata, il chakra del cuore , dell'amore e lo yoga.
Anahata, il chakra del cuore , dell'amore e lo yoga.
Sono consapevole che ci sono diverse lettrici di
Jungometro, sicuramente più adatte a scrivere
articoli su queste tematiche.
Vedi Cinzia( la curandera) e Rita (il percorso interiore).
Ma, è sempre stata una mia peculiarità, il mettere in
rete post, che per un qualche motivo, mi " smuovono"
in taluni momenti della mia vita.
Il cuore è associato alla disponibilità a dare ed a darsi.
Nello yoga, e nel sistema dei chakra, su cui si fonda
tale disciplina, amore e cuore hanno una precisa
collocazione di interdipendenza.
Amore e cuore si trovano nel quarto chakra.
I chakra, sono dei centri di energia, distribuiti lungo
tutta la nostra colonna vertebrale.
I primi sei corrispondono ai plessi della fisiologia
occidentale e dal loro corretto funzionamento
dipendono la nostra salute e benessere.
Il settimo invece, apre alla continuità, fra il macrocosmo
e il microcosmo.I chakra quindi ci assicurano la giusta
funzionalità biologica ed il nostro conseguente corretto
agire a livello psichico.Una buona pratica yoga aumenta
la consapevolezza di sè ed in particolare amplifica la
capacità di percepirsi come entità autonoma e ben
definita.
Yoga, termine sanscrito, significa: riunire ciò che si
presenta diviso, ed il suo obiettivo finale è proprio quello
di riunire, fondere, materia e spirito, partendo dalle fratture
che sperimentiamo nel quotidiano.
Ad esempio:
fra mente e corpo, terra e cielo, sacro e profano,
vita e morte e immanente e trascendente.
Significa porsi e far parte di un equilibrio armonico e
naturale, come il movimento lunisolare e come suggerisce
l'immagine del TAO, che riunisce in sè le due polarità
cosmiche: Yin e Yang.
Il quarto chakra o Anahata( chakra del cuore), allude sia
al battito cardiaco dell'alternarsi della dimensione
individuale quanto alla vibrazione primaria, l'AUM o OM.
Tralasciando ai più competenti del sottoscritto, la funzione
fisiologica che presiede questo chakra.... quello che
più mi piace evidenziare è la sua correlazione, il suo
legame evidente di attuazione nei rapporti interpersonali,
mi riferisco in particolare alla capacità individuale innata
di " donare" senza nessuna attesa di reciprocità.
In pratica, non è questa la sostanza dell'amore?
In particolare, quel tipo di amore, inteso come presa in
carico del bisogno altrui, senza nulla aspettarsi in cambio!
Abbiamo visto che amare significa anzitutto accogliere
i bisogni dell'altro, proprio come fa il cuore anche dal punto
di vista fisiologico.
Mi sarebbe piaciuto approfondire oltre all'amore "altruistico",
anche quello definito "egoistico", dove la dialettica
aggressività-tenerezza è sempre molto forte.
Chissà se in un prossimo futuro, ispirato, non possa
scrivere il mio personale pensiero al riguardo.
Il mio aver voluto scrivere questo articolo sul quarto chakra
e sullo yoga è scaturito, sempre da motivazioni e spunti che
possano permettermi/ci di relazionarci con l'altro sesso con
differenti modalità.
Ebbene in questo caso, sappiamo bene che noi possiamo
gestire i nostri rapporti interpersonali facendo uso sia di
una componente aggressiva quanto di un'altra , intrisa di
forte tenerezza.
Ovviamente,possono esistere e coesistere entrambe queste
strategie comportamentali.
Ricordiamoci solo che se per motivi specifici dovessimo
scegliere la modalità aggressiva, beh allora in quel caso
non parleremmo più di quarto chakra ma bensì del terzo
( chakra del potere).
Oggi, non è certo facile risolvere i continui problemi di
relazione in cui siamo coinvolti, questo perchè i rapporti
sociali sono sempre più fitti ma superficiali e la tentazione
a risolverli grazie alla aggressività è molto forte.
" Stai seduto in riva al fiume e aspetta che passi il
cadavere del tuo nemico".
Chi non conosce questa massima filosofica cinese, che
racchiude in se l'atteggiamento passivo-fatalistico dell'oriente.
Proprio da questo motto, varrebbe la pena di chiedersi, fino
a che punto siamo davvero in grado di condizionare gli
eventi che attraversano la nostra vita, e se forse non sia
giunto il momento, di ridimensionare la tendenza diffusa a
voler determinare tutto e tutti.
Abbandoniamo questo delirio di onnipotenza che tende
a convincerci sempre di più che possiamo definire dall'inizio
alla fine il corso delle nostre azioni.
Mi sorge spontanea una domanda:
Non può essere invece che gli accadimenti rispondano ad
una " logica" e seguono un andamento, che forse, dico forse,
solo in minima parte riusciamo a influenzare e determinare
con la nostra volontà?
Insciallah
Davide Costa
Anahata, il chakra del cuore , dell'amore e lo yoga.
Sono consapevole che ci sono diverse lettrici di
Jungometro, sicuramente più adatte a scrivere
articoli su queste tematiche.
Vedi Cinzia( la curandera) e Rita (il percorso interiore).
Ma, è sempre stata una mia peculiarità, il mettere in
rete post, che per un qualche motivo, mi " smuovono"
in taluni momenti della mia vita.
Il cuore è associato alla disponibilità a dare ed a darsi.
Nello yoga, e nel sistema dei chakra, su cui si fonda
tale disciplina, amore e cuore hanno una precisa
collocazione di interdipendenza.
Amore e cuore si trovano nel quarto chakra.
I chakra, sono dei centri di energia, distribuiti lungo
tutta la nostra colonna vertebrale.
I primi sei corrispondono ai plessi della fisiologia
occidentale e dal loro corretto funzionamento
dipendono la nostra salute e benessere.
Il settimo invece, apre alla continuità, fra il macrocosmo
e il microcosmo.I chakra quindi ci assicurano la giusta
funzionalità biologica ed il nostro conseguente corretto
agire a livello psichico.Una buona pratica yoga aumenta
la consapevolezza di sè ed in particolare amplifica la
capacità di percepirsi come entità autonoma e ben
definita.
Yoga, termine sanscrito, significa: riunire ciò che si
presenta diviso, ed il suo obiettivo finale è proprio quello
di riunire, fondere, materia e spirito, partendo dalle fratture
che sperimentiamo nel quotidiano.
Ad esempio:
fra mente e corpo, terra e cielo, sacro e profano,
vita e morte e immanente e trascendente.
Significa porsi e far parte di un equilibrio armonico e
naturale, come il movimento lunisolare e come suggerisce
l'immagine del TAO, che riunisce in sè le due polarità
cosmiche: Yin e Yang.
Il quarto chakra o Anahata( chakra del cuore), allude sia
al battito cardiaco dell'alternarsi della dimensione
individuale quanto alla vibrazione primaria, l'AUM o OM.
Tralasciando ai più competenti del sottoscritto, la funzione
fisiologica che presiede questo chakra.... quello che
più mi piace evidenziare è la sua correlazione, il suo
legame evidente di attuazione nei rapporti interpersonali,
mi riferisco in particolare alla capacità individuale innata
di " donare" senza nessuna attesa di reciprocità.
In pratica, non è questa la sostanza dell'amore?
In particolare, quel tipo di amore, inteso come presa in
carico del bisogno altrui, senza nulla aspettarsi in cambio!
Abbiamo visto che amare significa anzitutto accogliere
i bisogni dell'altro, proprio come fa il cuore anche dal punto
di vista fisiologico.
Mi sarebbe piaciuto approfondire oltre all'amore "altruistico",
anche quello definito "egoistico", dove la dialettica
aggressività-tenerezza è sempre molto forte.
Chissà se in un prossimo futuro, ispirato, non possa
scrivere il mio personale pensiero al riguardo.
Il mio aver voluto scrivere questo articolo sul quarto chakra
e sullo yoga è scaturito, sempre da motivazioni e spunti che
possano permettermi/ci di relazionarci con l'altro sesso con
differenti modalità.
Ebbene in questo caso, sappiamo bene che noi possiamo
gestire i nostri rapporti interpersonali facendo uso sia di
una componente aggressiva quanto di un'altra , intrisa di
forte tenerezza.
Ovviamente,possono esistere e coesistere entrambe queste
strategie comportamentali.
Ricordiamoci solo che se per motivi specifici dovessimo
scegliere la modalità aggressiva, beh allora in quel caso
non parleremmo più di quarto chakra ma bensì del terzo
( chakra del potere).
Oggi, non è certo facile risolvere i continui problemi di
relazione in cui siamo coinvolti, questo perchè i rapporti
sociali sono sempre più fitti ma superficiali e la tentazione
a risolverli grazie alla aggressività è molto forte.
" Stai seduto in riva al fiume e aspetta che passi il
cadavere del tuo nemico".
Chi non conosce questa massima filosofica cinese, che
racchiude in se l'atteggiamento passivo-fatalistico dell'oriente.
Proprio da questo motto, varrebbe la pena di chiedersi, fino
a che punto siamo davvero in grado di condizionare gli
eventi che attraversano la nostra vita, e se forse non sia
giunto il momento, di ridimensionare la tendenza diffusa a
voler determinare tutto e tutti.
Abbandoniamo questo delirio di onnipotenza che tende
a convincerci sempre di più che possiamo definire dall'inizio
alla fine il corso delle nostre azioni.
Mi sorge spontanea una domanda:
Non può essere invece che gli accadimenti rispondano ad
una " logica" e seguono un andamento, che forse, dico forse,
solo in minima parte riusciamo a influenzare e determinare
con la nostra volontà?
Insciallah
Davide Costa
Anahata, il chakra del cuore , dell'amore e lo yoga.
Sono consapevole che ci sono diverse lettrici di
Jungometro, sicuramente più adatte a scrivere
articoli su queste tematiche.
Vedi Cinzia( la curandera) e Rita (il percorso interiore).
Ma, è sempre stata una mia peculiarità, il mettere in
rete post, che per un qualche motivo, mi " smuovono"
in taluni momenti della mia vita.
Il cuore è associato alla disponibilità a dare ed a darsi.
Nello yoga, e nel sistema dei chakra, su cui si fonda
tale disciplina, amore e cuore hanno una precisa
collocazione di interdipendenza.
Amore e cuore si trovano nel quarto chakra.
I chakra, sono dei centri di energia, distribuiti lungo
tutta la nostra colonna vertebrale.
I primi sei corrispondono ai plessi della fisiologia
occidentale e dal loro corretto funzionamento
dipendono la nostra salute e benessere.
Il settimo invece, apre alla continuità, fra il macrocosmo
e il microcosmo.I chakra quindi ci assicurano la giusta
funzionalità biologica ed il nostro conseguente corretto
agire a livello psichico.Una buona pratica yoga aumenta
la consapevolezza di sè ed in particolare amplifica la
capacità di percepirsi come entità autonoma e ben
definita.
Yoga, termine sanscrito, significa: riunire ciò che si
presenta diviso, ed il suo obiettivo finale è proprio quello
di riunire, fondere, materia e spirito, partendo dalle fratture
che sperimentiamo nel quotidiano.
Ad esempio:
fra mente e corpo, terra e cielo, sacro e profano,
vita e morte e immanente e trascendente.
Significa porsi e far parte di un equilibrio armonico e
naturale, come il movimento lunisolare e come suggerisce
l'immagine del TAO, che riunisce in sè le due polarità
cosmiche: Yin e Yang.
Il quarto chakra o Anahata( chakra del cuore), allude sia
al battito cardiaco dell'alternarsi della dimensione
individuale quanto alla vibrazione primaria, l'AUM o OM.
Tralasciando ai più competenti del sottoscritto, la funzione
fisiologica che presiede questo chakra.... quello che
più mi piace evidenziare è la sua correlazione, il suo
legame evidente di attuazione nei rapporti interpersonali,
mi riferisco in particolare alla capacità individuale innata
di " donare" senza nessuna attesa di reciprocità.
In pratica, non è questa la sostanza dell'amore?
In particolare, quel tipo di amore, inteso come presa in
carico del bisogno altrui, senza nulla aspettarsi in cambio!
Abbiamo visto che amare significa anzitutto accogliere
i bisogni dell'altro, proprio come fa il cuore anche dal punto
di vista fisiologico.
Mi sarebbe piaciuto approfondire oltre all'amore "altruistico",
anche quello definito "egoistico", dove la dialettica
aggressività-tenerezza è sempre molto forte.
Chissà se in un prossimo futuro, ispirato, non possa
scrivere il mio personale pensiero al riguardo.
Il mio aver voluto scrivere questo articolo sul quarto chakra
e sullo yoga è scaturito, sempre da motivazioni e spunti che
possano permettermi/ci di relazionarci con l'altro sesso con
differenti modalità.
Ebbene in questo caso, sappiamo bene che noi possiamo
gestire i nostri rapporti interpersonali facendo uso sia di
una componente aggressiva quanto di un'altra , intrisa di
forte tenerezza.
Ovviamente,possono esistere e coesistere entrambe queste
strategie comportamentali.
Ricordiamoci solo che se per motivi specifici dovessimo
scegliere la modalità aggressiva, beh allora in quel caso
non parleremmo più di quarto chakra ma bensì del terzo
( chakra del potere).
Oggi, non è certo facile risolvere i continui problemi di
relazione in cui siamo coinvolti, questo perchè i rapporti
sociali sono sempre più fitti ma superficiali e la tentazione
a risolverli grazie alla aggressività è molto forte.
" Stai seduto in riva al fiume e aspetta che passi il
cadavere del tuo nemico".
Chi non conosce questa massima filosofica cinese, che
racchiude in se l'atteggiamento passivo-fatalistico dell'oriente.
Proprio da questo motto, varrebbe la pena di chiedersi, fino
a che punto siamo davvero in grado di condizionare gli
eventi che attraversano la nostra vita, e se forse non sia
giunto il momento, di ridimensionare la tendenza diffusa a
voler determinare tutto e tutti.
Abbandoniamo questo delirio di onnipotenza che tende
a convincerci sempre di più che possiamo definire dall'inizio
alla fine il corso delle nostre azioni.
Mi sorge spontanea una domanda:
Non può essere invece che gli accadimenti rispondano ad
una " logica" e seguono un andamento, che forse, dico forse,
solo in minima parte riusciamo a influenzare e determinare
con la nostra volontà?
Insciallah
Davide Costa
the heart and the prayer-il cuore e la preghiera
Essere in possesso di una personalità arcaica e ancestrale,
e vivere giorno dopo giorno il quotidiano cammino, ci porta
in taluni momenti della propria vita a giungere finalmente
alla tanta agognata e sospirata meta.
Sono questi, giorni di feconda immersione nel Suo mondo
e..... grazie....per le Vostre benedizioni.
Il cuore e... la preghiera
Quando si riesce ad incontrare Dio, quando si comprende
la via della comunicazione con Lui, non ne sono coinvolti
soltanto la mente, i sensi o il corpo. Avviene qualcosa in più,
qualcosa di diverso che include tutti gli elementi suddetti,
ma li rende altri, li supera; qualcosa che non trova nome,
almeno nei trattati di psicologia e di psicoanalisi.
Di cosa si tratta?
Credo che ciò che si prova quando si prega autenticamente
sia un sentimento tutto interiore, spirituale, che mi piace
identificare in quello che la Bibbia chiama "cuore".
Nella lingua ebraica, cuore, sta a significare quella facoltà
che pone in rapporto con Dio. Per noi cristiani ogni battezzato
è dotato di questa facoltà, ma se non viene educata ed esercitata,
essa faticherà non poco ad introdurci alla conoscenza autentica
di Dio. Lo strumento privilegiato attraverso il quale il cuore si
esprime con pienezza in tutte le sue dinamiche è la preghiera.
Essa può prendere diverse forme, ma si distingue sempre per
il suo carattere personale. La preghiera cristiana per essere tale,
deve essere personale, interiore e fatta in modo continuo e costante.
Ha comunque sempre come oggetto l'aspirazione ad unirsi a Dio
ed a Gesù Cristo. L'orazione è una vera e propria relazione fra
persone: da una parte ognuno di noi, dall' altra Gesù.
Come in tutte le relazioni che si rispettino, è necessario conoscere
chi ti sta di fronte. Non esiste un rapporto di vero amore se non c'è
in esso il desiderio di conoscere l'altro.
Quando tale desiderio si affievolisce, viene meno anche l'amore.
Dal momento che la preghiera è un rapporto d'amore tra persone,
i due membri interagiscono attivamente.
Gesù ama me come persona e non come individuo, e mi ama così
come sono e non pretende di parlarmi, amarmi , solo se mi presento
perfetto. Io da parte mia, mi apro al suo amore totalmente, così come
sono e con tanta speranza....
Chi mi conosce, sa che tengo a dovuta distanza qualsiasi tecnica
meditativa di tipo orientale. D' altronde è risaputo che lo yoga ed
altre discipline orientali raccolgono dentro le loro pratiche, seppur
parzialmente, sfumature di altre religioni o di altre realtà spirituali.
In effetti chi conosce bene lo yoga sa che esso è assolutamente
inconcepibile come tecnica se non si crede , in qualche modo alla
teoria della reincarnazione.
In questi casi anche i soli esercizi " inferiori", come li definì
lo Schultz, possono essere sufficienti a raggiungere uno stato di
rilassatezza e di quiete senza bisogno di passare attraverso forme
pericolose di spersonalizzazioni. E quando il corpo non è disponibile
alla preghiera basta praticare solo una corretta respirazione e vedrete
che ridurrà notevolmente l'eventuale stato ansioso del momento.
Una semplice respirazione estratta dallo Schultz, prevede come inizio,
un breve ciclo in tre fasi della durata di poco meno di 15 minuti, con ad
ogni intervallo una pausa di 5 secondi fra inspirazione ed espirazione.
Dopo si può passare alla preghiera vera e propria, suggerendovi di
soffermarvi su qualche brano del Vangelo e cercare di meditarlo,
vivendolo come se in quel momeno foste presenti alla scena descritta
dallo stesso. Non abbiate paura o timore se non riuscite pienamente a
pregare o se siete disattenti e distratti. Non esistono preghiere cosiddette
buone e cattive, ma quello che è importante è l'intendimento vero,
autentico , che vi ha spinto al raccoglimento.
Eventualmente, potrete donare a Dio anche le vostre manchevolezze.
Da " Guarire con la meditazione cristiana" di Valerio Albisetti" ediz. Paoline
Stamani, di primo mattino,ho preso il mio messale
e l' ho aperto alla data odierna e letto quello che
il Signore " voleva dirmi attraverso le sue parole
" col brano del Salmo numero 102 e dal Vangelo
secondo Giovanni di domani domenica.
" Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le
tue malattie, salva dalla fossa la tua vita, e ti corona
di grazia e misericordia".
Sto passando tutta la giornata.... a meditare queste
Sue parole non senza emozioni, commozione e
speranza, in specialmodo per quelle persone che
conosco da tempo e che so non stanno bene... e per
le persone nuove incontrate da me da pochi giorni, e
che Lui ha voluto mettere sulla mia strada.
Spero e confido molto nella sua misericordia.
Con affetto
Davide
the heart and the prayer-il cuore e la preghiera
Essere in possesso di una personalità arcaica e ancestrale,
e vivere giorno dopo giorno il quotidiano cammino, ci porta
in taluni momenti della propria vita a giungere finalmente
alla tanta agognata e sospirata meta.
Sono questi, giorni di feconda immersione nel Suo mondo
e..... grazie....per le Vostre benedizioni.
Il cuore e... la preghiera
Quando si riesce ad incontrare Dio, quando si comprende
la via della comunicazione con Lui, non ne sono coinvolti
soltanto la mente, i sensi o il corpo. Avviene qualcosa in più,
qualcosa di diverso che include tutti gli elementi suddetti,
ma li rende altri, li supera; qualcosa che non trova nome,
almeno nei trattati di psicologia e di psicoanalisi.
Di cosa si tratta?
Credo che ciò che si prova quando si prega autenticamente
sia un sentimento tutto interiore, spirituale, che mi piace
identificare in quello che la Bibbia chiama "cuore".
Nella lingua ebraica, cuore, sta a significare quella facoltà
che pone in rapporto con Dio. Per noi cristiani ogni battezzato
è dotato di questa facoltà, ma se non viene educata ed esercitata,
essa faticherà non poco ad introdurci alla conoscenza autentica
di Dio. Lo strumento privilegiato attraverso il quale il cuore si
esprime con pienezza in tutte le sue dinamiche è la preghiera.
Essa può prendere diverse forme, ma si distingue sempre per
il suo carattere personale. La preghiera cristiana per essere tale,
deve essere personale, interiore e fatta in modo continuo e costante.
Ha comunque sempre come oggetto l'aspirazione ad unirsi a Dio
ed a Gesù Cristo. L'orazione è una vera e propria relazione fra
persone: da una parte ognuno di noi, dall' altra Gesù.
Come in tutte le relazioni che si rispettino, è necessario conoscere
chi ti sta di fronte. Non esiste un rapporto di vero amore se non c'è
in esso il desiderio di conoscere l'altro.
Quando tale desiderio si affievolisce, viene meno anche l'amore.
Dal momento che la preghiera è un rapporto d'amore tra persone,
i due membri interagiscono attivamente.
Gesù ama me come persona e non come individuo, e mi ama così
come sono e non pretende di parlarmi, amarmi , solo se mi presento
perfetto. Io da parte mia, mi apro al suo amore totalmente, così come
sono e con tanta speranza....
Chi mi conosce, sa che tengo a dovuta distanza qualsiasi tecnica
meditativa di tipo orientale. D' altronde è risaputo che lo yoga ed
altre discipline orientali raccolgono dentro le loro pratiche, seppur
parzialmente, sfumature di altre religioni o di altre realtà spirituali.
In effetti chi conosce bene lo yoga sa che esso è assolutamente
inconcepibile come tecnica se non si crede , in qualche modo alla
teoria della reincarnazione.
In questi casi anche i soli esercizi " inferiori", come li definì
lo Schultz, possono essere sufficienti a raggiungere uno stato di
rilassatezza e di quiete senza bisogno di passare attraverso forme
pericolose di spersonalizzazioni. E quando il corpo non è disponibile
alla preghiera basta praticare solo una corretta respirazione e vedrete
che ridurrà notevolmente l'eventuale stato ansioso del momento.
Una semplice respirazione estratta dallo Schultz, prevede come inizio,
un breve ciclo in tre fasi della durata di poco meno di 15 minuti, con ad
ogni intervallo una pausa di 5 secondi fra inspirazione ed espirazione.
Dopo si può passare alla preghiera vera e propria, suggerendovi di
soffermarvi su qualche brano del Vangelo e cercare di meditarlo,
vivendolo come se in quel momeno foste presenti alla scena descritta
dallo stesso. Non abbiate paura o timore se non riuscite pienamente a
pregare o se siete disattenti e distratti. Non esistono preghiere cosiddette
buone e cattive, ma quello che è importante è l'intendimento vero,
autentico , che vi ha spinto al raccoglimento.
Eventualmente, potrete donare a Dio anche le vostre manchevolezze.
Da " Guarire con la meditazione cristiana" di Valerio Albisetti" ediz. Paoline
Stamani, di primo mattino,ho preso il mio messale
e l' ho aperto alla data odierna e letto quello che
il Signore " voleva dirmi attraverso le sue parole
" col brano del Salmo numero 102 e dal Vangelo
secondo Giovanni di domani domenica.
" Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le
tue malattie, salva dalla fossa la tua vita, e ti corona
di grazia e misericordia".
Sto passando tutta la giornata.... a meditare queste
Sue parole non senza emozioni, commozione e
speranza, in specialmodo per quelle persone che
conosco da tempo e che so non stanno bene... e per
le persone nuove incontrate da me da pochi giorni, e
che Lui ha voluto mettere sulla mia strada.
Spero e confido molto nella sua misericordia.
Con affetto
Davide